Cosa ci dicono gli incendi in Siberia

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Le notizie dell’enorme incendio in Siberia, che ha distrutto milioni di ettari di foresta hanno almeno una triplice valenza. La prima è che ad aver subito uno shock è un intero ecosistema, con perdite di alberi, ma anche di animali ed esseri appartenenti ai vari regni della natura. L’incendio ha causato una perdita di biodiversità.

La seconda è che gli incendi oltre il circolo polare artico sono un indizio che i cambiamenti del clima stanno procedendo a un ritmo forse più veloce del previsto. Un altro indizio è stato il rapido scioglimento di una gran quantità di ghiaccio in Groenlandia. E, ancora, i record raggiunti dalle temperature nei giorni scorsi in Francia e in gran parte dell’Europa centro-settentrionale.

La terza valenza, tra le principali, riguarda le cause del cambiamento del clima. Si è detto, giustamente, che gli incendi siberiani hanno liberato in pochi giorni una quantità di anidride carbonica pari a quella emessa dal Belgio in un intero anno. Il paragone regge, ma solo fino a un certo punto. A grana grossa, possiamo dire che le emissioni annue del Belgio hanno un carattere diverso da quelle siberiane. Le prime sono irreversibili, in tempi brevi e medi. Le emissioni dei paesi avanzati, infatti, sono dovute soprattutto all’uso dei combustibili fossili. Il che significa che viene liberato il carbonio congelato da milioni di anni nel carbone, nel petrolio e nel gas naturale e, poiché non c’è un “pozzo” in natura che lo assorba completamente, questo “carbonio congelato” si accumula in quota parte in atmosfera (oltre che negli oceani).

Il carbonio liberato dall’incendio degli alberi in Siberia o altrove comporta una modificazione reversibile della chimica dell’atmosfera. Infatti può essere completamente riassorbito nel giro di qualche anno o decennio: basta che siano riforestati i boschi distrutti. La riforestazione avviene in maniera più lenta se lasciata alla spontaneità della natura o in maniera più veloce se eseguita ad arte e in maniera ecologicamente sostenibile dall’uomo.

Dunque l’incremento di anidride carbonica dovuto agli incendi oltre il circolo polare artico è reversibile. Fa danni a breve, ma nel medio periodo può essere facilmente riassorbito. (Pietro Greco su Micron)

1 commento

  1. Cosa ci dicono gli incendi in Siberia:

    STO PROVANDO UNA GRANDE TRISTEZZA PER TUTTO QUESTO CHE STA SUCCEDENDO E QUANDO SE PARLA CON GLI ALTRI TUTTI A DICONO E VERO MAMMA MIA ODDIO MA NEL LORO MONDO TUTTE QUESTE PERSONE SOTTO SOTTO SE NE FREGANO O FORSE NEANCHE TANTO SOTTO. VOGLIO DIRE SOLO UNA COSA L’UMANITà è IL VERO CANCRO DI QUESTO MERAVIGLIOSO PIANETA E COME TUTTE LE MALATTIE BISOGNA CURARE LA CAUSA QUINDI L’UOMO E QUESTO LO VEDO MOLTO ARDUO PERCHè L’UOMO COME INDIVIDUO E MALATO DI EGOISMO E AVIDITà.

  2. servono regole internazionali di controllo sulle emissioni e di sanzioni se i dati rilevati superano i limiti stabiliti.
    Non basta la buona volontà di privati o associazioni che donano soldi per la causa , servono incentivi per il rimboschimento e per l’aiuto pratico in caso di calamità. incentivi per l’uso e l’installazione di energie rinnovabili e un controllo del territorio ecosostenibile
    esiste un’ organismo internazionale preposto a questo scopo?
    dovrebbe essere apolitico e molto tecnico forse sono un’utopista ma preferisco sperare in un mondo migliore
    dove l’avidità dell’uomo viene arginata

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