Biodiversità del Mar Piccolo a Taranto

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Nel monitoraggio effettuato da parte di Arpa Puglia, finalizzato alla valutazione della qualità delle acque di transizione (lagune costiere), viene valutata attentamente la composizione qualitativa e quantitativa della fauna ittica, uno degli elementi di qualità biologica utilizzati per la classificazione dei corpi idrici superficiali ai sensi della Direttiva “Acque” (2000/70/CE).

Attraverso l’utilizzo di sonde multiparametriche è inoltre possibile misurare alcuni parametri chimico-fisici delle acque, quali ad esempio la temperatura, la salinità, il pH e l’ossigeno disciolto. Le acque di transizione sono acque in cui convergono e si miscelano acque dolci e acque salate, e che sono caratterizzate da una peculiare flora e fauna, tipica di questi bacini.

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Il video è stato girato per WonderFull: spedizione scientifica via mare e via terra raccontato per immagini, che ha come obiettivo quello di avvicinare e sensibilizzare il grande pubblico sui temi di sostenibilità e responsabilità ambientale.

Un progetto globale e crossmediale di comunicazione, promosso dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), con l’interesse del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e la Marina Militare, in collaborazione con Arma dei Carabinieri, l’Università degli studi di Bari Aldo Moro, ARPA Puglia, Jonian Dolphin Conservation e Fondazione Città della Speranza, che ci vedrà coinvolti in una spedizione lungo le 7 coste italiane, per documentare il territorio e le aree protette, per sensibilizzare il grande pubblico sulle problematiche ambientali.

2 Commenti

  1. ma quindi si tratta di un indice di biodiversità rilevato di buona, ottima, sufficiente qualità ? insomma quale sarebbe lo scopo di tale progetto ? comparare certi dati con quelli di altri mari d’italia ? capire se c’è inquinamento ? parlando in soldoni i nostri soldi pubblici servono a qualcosa di utile subito o tra 20 anni ?

    • La Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro sulle Acque – DQA) rappresenta il principale atto legislativo europeo in materia di acque, riguardando sia gli aspetti ambientali che quelli amministrativo-gestionali. La Direttiva ha gli obiettivi di prevenire il deterioramento qualitativo e quantitativo e migliorare lo stato delle acque, assicurando un utilizzo sostenibile basato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili. La stessa Direttiva aveva inizialmente indicato il termine del 31 dicembre 2015 per il raggiungimento dello stato “buono” per tutte le acque, termine successivamente prorogato al 31 dicembre 2027.
      Per valutare la qualità dei corpi idrici superficiali si realizza un monitoraggio ad hoc negli Stati membri (tra cui l’Italia), che prevede l’utilizzo di Elementi di Qualità (EQ), tra il quali i più importanti sono quelli biologici (EQB). I dati di monitoraggio sono poi utilizzati per la classificazione ecologica e chimica dei singoli corpi idrici; per la classificazione ecologica sono previste cinque classi di stato: Elevato, Buono, Sufficiente, Scarso, Cattivo. La procedura di classificazione dello stato ecologico si basa sul principio “One Out – All Out”, secondo il quale lo stato ecologico del corpo idrico è determinato dal più basso dei giudizi riscontrati durante il monitoraggio biologico, fisico chimico e chimico, relativamente ai corrispondenti elementi qualitativi.
      Per quanto attiene in particolare i corpi idrici di transizione, l’elemento di qualità biologica “Fauna Ittica” (uno dei 4 previsti) è attualmente valutato utilizzando l’indice HFBI (Habitat Fish Bio Indicator), basato su 6 metriche che tengono conto della ricchezza di specie, della biomassa della comunità ittica nonché dei rispettivi gruppi funzionali.
      a cura di Arpa Puglia

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