Balneazione in Campania, situazione stabile rispetto al 2018

Pubblicata la delibera di Giunta regionale che classifica i tratti di costa campani: l’88% delle acque monitorate risultano “eccellenti” in base al monitoraggio condotto da Arpa Campania negli ultimi quattro anni.

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Alla fine del 2018 è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Campania la delibera di Giunta regionale che classifica le acque di balneazione in base al monitoraggio condotto da Arpac. La classificazione, che si basa su quattro classi di qualità (“scarsa”, “sufficiente”, “buona” ed “eccellente”) è il frutto delle analisi condotte nel corso delle ultime quattro stagioni balneari (dal 2015 al 2018) sui 330 tratti di costa in cui è suddiviso il litorale campano ai fini della balneazione.

La lettura dell’allegato della delibera mostra che i valori percentuali delle diverse classi di qualità non si discostano di molto rispetto a quelli della delibera adottata l’anno precedente. Le acque di balneazione dichiarate di qualità eccellente passano dall’89% all’88%, probabilmente a seguito dei superamenti, nel 2018, dei valori limite dei parametri determinanti la balneabilità in alcuni tratti di costa. I superamenti potrebbero dipendere dalla maggiore frequenza di eventi piovosi rispetto all’anno precedente (si veda l’articolo pubblicato in precedenza). Valori percentuali costanti, invece sono quelli della costa di “scarsa” qualità, pari al 3% del litorale campano oggetto di monitoraggio, percentuale identica all’anno precedente.

Uno dei battelli della flotta dell’Arpa Campania utilizzati per il monitoraggio delle acque di balneazione.

All’inizio della stagione balneare 2019, dunque, il 97% del litorale campano monitorato risulterà balneabile (si tratta del totale delle acque di qualità eccellente, buona, sufficiente e di nuova classificazione), con un residuo 3% di costa non balneabile perché di qualità “scarsa”. Resta esclusa dal conteggio la quota di litorale vietata a prescindere dal monitoraggio Arpac, circa 60 chilometri che ospitano porti, strutture militari, canali e foci di fiumi non risanabili, eccetera.

Per le acque di qualità scarsa, all’apertura della stagione balneare 2019, i sindaci dei comuni interessati dovranno emettere un provvedimento di divieto di balneazione. Questo divieto potrà essere revocato nel corso della stagione balneare al verificarsi di condizioni previste dalla legge: questo accade quando i Comuni eliminano le cause di inquinamento, con un’opportuna documentazione degli interventi eseguiti, e inoltre si verifica un primo esito analitico favorevole nel corso della stagione balneare, per quanto riguarda i parametri microbiologici indicatori di contaminazione fecale (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali). Anche le acque dichiarate idonee alla balneazione a inizio stagione balneare, tuttavia, possono subire cambiamenti: possono ad esempio essere temporaneamente vietate alla balneazione in caso di esiti sfavorevoli durante la campagna di monitoraggio 2019.

Se si amplia la prospettiva alla serie storica dei dati degli ultimi anni, l’andamento della classificazione delle acque di balneazione campane mostra un tendenziale miglioramento, probabilmente dovuto a una migliore gestione dei sistemi fognari, in particolare lungo il litorale domizio e nell’area vesuviana, conseguenza di un’efficiente sinergia delle diverse istituzioni coinvolte. Le acque di qualità scarsa erano infatti nel 2013 il 10% delle acque monitorate. Questa quota si è ridimensionata ma permangono alcune criticità, concentrate soprattutto nel Casertano (in prossimità della foce dei Regi Lagni), nella periferia orientale di Napoli, in alcuni tratti del litorale vesuviano non ancora risanati, nell’area intorno alla foce del Sarno e in prossimità dei principali fiumi che sfociano in provincia di Salerno.

Dal 1 aprile fino al 30 settembre, con l’ausilio della sua flotta coordinata dalla UO Mare, Arpac sarà impegnata nelle operazioni dei campionamenti a mare e nella valutazione, verifica e trasmissione dei dati ottenuti. Su ciascuna acqua di balneazione (42 in provincia di Caserta, 149 in provincia di Napoli e 139 in quella di Salerno) i Dipartimenti provinciali provvederanno al prelievo dei campioni di acqua che successivamente saranno analizzati nei laboratori Arpac secondo i criteri normativi. In caso di situazioni anomale ed evidenza di inquinamento si provvederà alle indagini e ai sopralluoghi per individuare le eventuali cause di contaminazione e saranno effettuati campionamenti aggiuntivi.
Gli esiti di tutti i controlli eseguiti, a garanzia dell’informazione al pubblico prevista dalla legge, saranno consultabili in tempo reale sul sito web istituzionale di Arpac (www.arpacampania.it) contestualmente alla pubblicazione sul Portale del Ministero della Salute (www.portaleacque.it).

Lucio De Maio, Emma Lionetti, Luigi Mosca
Arpa Campania – e.lionetti@arpacampania.it

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