Cambiamenti climatici e titoli di giornale…

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Un titolo in prima pagina di un quotidiano nazionale sulle recenti abbondanti nevicate messo in relazione – tendendo a ridimensionarli – con i cambiamenti climatici ha prodotto “vivaci reazioni” sui social, anche se poi l’articolo non presentava in realtà contenuti discutibili. La FIMA (Federazione Italiana Media Ambientali) ha anche diffuso un comunicato stampa. Il problema era il titolo.

articolo Mercalli

Negli stessi giorni, invece, un altro quotidiano nazionale, presentando il suo nuovo libro sul dissesto ambientale, ha pubblicato un articolo – di segno completamente opposto – di Luca Mercalli dal titolo “Una lettera della Terra: cari umani ora state esagerando”.

Proponiamo qui di seguito alcuni dei tweet sull’argomento (compresa la replica del quotidiano), che ci spingono a rilanciare il tema della informazione in relazione ai temi scientifici ed in particolare ai cambiamenti climatici (che trattiamo anche su AmbienteInforma con altri tre articoli, l’intervista di Giovanni Carrada “Comunicare la scienza, far conoscere l’ambiente“, l’articolo “Gli italiani e la qualità dell’informazione scientifica” di Antonio Rubin e l’intervento di Carlo Cacciamani “Comunicare la complessità: una sfida persa in partenza o esiste una terza via?“) e quello di Sergio Ferraris “Meteo, clima e media“.

Su questi argomenti ci farebbe molto piacere ricevere contributi dai tecnici dei servizi meteo del Snpa e dai giornalisti / comunicatori, sviluppando un confronto e un approfondimento sui modi più opportuni per comunicare questi argomenti, una questione che costituisce un po’ il pane quotidiano del nostro lavoro.


1 commento

  1. E’ praticamente impossibile divulgare informazioni scientifiche – nel nostro caso ambientali e climatiche – in un Paese nel quale i grandi organi di informazione, cartacei ed on line esercitano una vera e propria censura su quelle che possono “dare fastidio” ai maggiori inserzionisti pubblicitari. Come giornalista specializzato ci sto provando invano da molti anni. Caso recente e clamoroso quello del Chimico italiano più noto alla Scienza mondiale e membro dell’Accademia dei Lincei, Vincenzo Balzani; che se ha voluto far sapere agli Italiani che rottamare auto ancora in buono stato è un grosso errore (climatico) ha dovuto farsi intervistare da una emittente “straniera”, la Radio Vaticana. Nessuna grande testata nazionale gli avrebbe infatti pubblicato quel parere, che nuoce agli interessi di una ventina scarsa di Case Auto, i cui investimenti pubblicitari, in Italia, sono superati solo, e di poco, solo da quelli dell’immenso settore alimentare. Ho molto materiale probatorio al riguardo e sarei lieto di condividerlo con Voi o con chiunque voglia opporsi all’attuale stato di cose.
    Leonardo Libero

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