DNA ambientale, Un’innovazione nello studio della biodiversità

Il progetto prevede la messa a punto di metodi di identificazione delle specie acquatiche basati sulle più recenti tecniche di biologia molecolare. Saranno analizzate molte sequenze di DNA ambientale, prelevati da cinquanta laghi e fiumi.

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Arpa Veneto partecipa a Eco-AlpsWater, un progetto pilota europeo sui sistemi di nuova generazione per il monitoraggio delle acque.

All’iniziativa aderiscono dodici partner europei, fra cui Ispra e istituzioni di Austria, Slovenia, Francia, Germania e Svizzera, oltre a trentasette “osservatori”, cioè ONG e istituti di ricerca.

Obbiettivo principale è integrare i consueti approcci con tecniche innovative e avanzate di metagenomica, disciplina della biologia che studia l’organizzazione e la struttura del DNA ambientale. Scopo finale è di integrare i tradizionali approcci di monitoraggio delle acque con tecnologie avanzate e innovative, migliorando quindi i metodi di valutazione della qualità ecologica.

Il progetto prevede la messa a punto di metodi di identificazione delle specie acquatiche basati sulle più recenti tecniche di biologia molecolare.

Saranno analizzate molte sequenze di DNA ambientale, prelevati da cinquanta laghi e fiumi, iniziando da Adige e Lago di Garda che sono i siti pilota, per poi coinvolgere altri habitat in Europa, ottenendo così uno dei più estesi censimenti sulla biodiversità lacustre e fluviale. L’analisi di questi dati identificherà le aree maggiormente a rischio per la presenza di specie invasive, pesci e alghe tossiche e fornirà una valutazione della biodiversità.

I laghi e i fiumi infatti subiscono significative minacce dovute ai cambiamenti climatici, alla perdita della biodiversità, all’invasione di specie esotiche.

L’introduzione di tecniche smart, che permettono di studiare la complessità di organismi vegetali e animali nel loro habitat naturale, dovrebbe diminuire i prelievi e le analisi di laboratorio e consentire di ottenere un quadro più oggettivo dei corpi idrici.

I risultati ottenuti dal monitoraggio potranno essere utilizzati dalle istituzioni per definire piani di azione per il miglioramento della qualità delle acque, con una metodologia unica per tutti gli Stati Membri nella Direttiva Quadro sulle Acque.

Il progetto Eco-Alps-Water, fa parte del programma Interreg Alpine Space e assegna ad Arpav il compito di confrontare le nuove tecniche con quelle tradizionali già in uso.

Avviato nel 2017 nella fase progettuale, con l’inizio del 2019 partiranno le attività sul campo.

Il Budget complessivo è di 1.800.000 euro, il progetto durerà tre anni. Info:

autore: Chiara Tangolo. Università degli Studi di Padova – Strategie di comunicazione in stage all’Ufficio Stampa di ARPAV

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